Articolo-referendum-bozza

1 vote

Articolo Peppe Carpentieri

TITOLO: Ripartiamo dai referendum? Può nascere qualcosa di nuovo? Altro?

IMMAGINE?

Il 12 e 13 giugno 2011 è successo qualcosa di nuovo. O almeno potrebbe succedere. Ieri si è espresso per la prima volta dopo tanto tempo una maggioranza reale del Paese, cioè non la maggioranza di quel numero in continua diminuzione di persone che vanno a votare. Ma la maggioranza assoluta degli eventi diritto, la maggioranza reale degli italiani DATI.

Anche se i partiti del centro-sinistra fanno di tutto per appropriarsi della viittoria del referendum (perchè raggiungere il quorum vuol dire che ha vinto il referendum, che ha vinto la democrazia), il voto del 12 e 13 giugno non è la vittoria dei partiti. Tutt'altro. Anche se non è mancata una componente anti-berlusconiana, questo voto non è un voto contro una persona, nè tanto meno contro una sola parte politica. Sono vent'anni che la politica è diventata una partita a calcio tra pro e contro Berlusconi. Le "grandi vittorie" del centro-sinistra, solo un paio di settimana fa, impallidiscono alla luce dei risultati dei referendum, appaiono come la vittoria di chi ha perso di meno (e i dati lo confermano). Domenica e lunedì non hanno vinto i partiti. Ha vinto prima di tutto la democrazia, compreso quel 4-5% di cittadini che ha scelto di votare NO, ben sapendo che il loro voto avrebbe contribuito a raggiungere il quorum e quindi, di fatto, a far vincere il SI. Oggi più che mai è necessaria una profonda riforma dell'istituto referendario, per fare in modo che chi vuole votare NO, lo faccia, invece di restare a casa a sperare che non si raggiunga il quorum.

Tuttavia le percentuali e ancora di più il numero assoluto di voti per il SI (più di 25 milioni su 50 milioni di elettori, cioè oltre il 50%) non lasciano dubbi sulle intenzioni di voto. La maggioranza assoluta del Paese ha votato compatta su quattro quesiti. Si tratta di questioni importanti. Si può criticare quanto si vuole il contenuto specifico dei quattro referendum (peraltro con qualche ragione, LINK articolo PBC e Franceschetti). Ma il significato politico di questo voto è inequivocabile: più di 25 milioni di italiani hanno votato per l'acqua pubblica, contro il nucleare e per la legalità. Basta fare un po' di conti e usare un po' di buon senso per capire che tra questi 25 milioni di cittadini ci sono persone di destra, centro e sinistra, ci sono credenti e non credenti, meridionali e nordici. Questi 25 milioni di cittadini non appoggeranno mia, nè formeranno un partito nel senso tradizionale del termine. Ma possono formare la più grande coalizione del nostro Paese, una coalizione che può spazzare via tutti i vecchi partiti.

Il 12 e 13 giugno è successo qualcosa di nuovo. Si è espresso il più grande partito d'Italia, un partito nuovo, trasversale, concreto, fatto dai cittadini comuni. Un partito che non è più un partito, ma una grande rete orizzontale e decentrata. Un'unione basata su pochi principi fondamentali: democrazia, servizi pubblici, ambiente, legalità.

Il 12 e 13 giugno è successo qualcosa di nuovo. O almeno potrebbe succedere, se quei 25 milioni di cittadini prenderanno consapevolezza che non hanno bisogno di partiti, di vecchie ideologie, di leader e leaderini. Gli strumenti per creare questa grande coalizione ci sono. Noi della RETE DEI CITTADINI proponiamo la Lista Partecipata (LINK), dove i candidati sono un strumento scelto e controllato da tutti i cittadini, dove il nome, il simbolo e il programma sono decisi da tutti direttamente, con un metodo di democrazia reale.

Questi 25 milioni di cittadini possono creare una vera rivoluzione pacifica, se abbandoneranno i vecchi schemi della politica. Tanti altri se ne aggiungeranno. Potrebbe nascere qualcosa di nuovo. Facciamolo nascere.