Costruiamo il partito della partecipazione 3

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Ribadisco la necessità di intensificare i contatti e i rapporti fra di noi con l’ausilio di strumenti anche diversi dal sito. Continuo a ritenere che ciò sia fondamentale e tuttavia vorrei esprimere comunque alcune considerazioni: questa piattaforma mi sembra predisposta per un confronto quasi esclusivamente orizzontale e non contempla, o lo fa in modo trascurabile ed approssimativo, quei meccanismi di regolazione del dibattito senza i quali quest’ultimo diventa inevitabilmente, nella maggior parte dei casi, sterile o, qualche volte, “imposto”.

In concreto voglio dire che qui tutti parlano di tutto ma non esistono criteri e strumenti attraverso i quali si possa stabilire in modo democratico ciò che è più importante e più condiviso ne, tanto meno, chi sarebbe deputato a rappresentare l’effetto di un siffatto meccanismo. Checché se ne pensi e se ne dica (e la retorica su questo punto è davvero abbondante) la democrazia non si costruisce con architetture orizzontali. L’orizzontalità (dei diritti, delle opportunità, ecc.) è il risultato a cui essa deve tendere ma il suo dispiegarsi non può che prevedere uno schema gerarchico, perfino competitivo e antagonistico direi.

Se implementata di dispositivi e meccanismi in grado di garantire la produzione di democratiche deliberazioni, questa piattaforma (o una completamente nuova appositamente predisposta) potrebbe costituire uno strumento formidabile di aggregazione per mezzo del quale avviare quel processo indispensabile che è la scrittura delle regole. Le regole sono i mattoni della democrazia e senza di esse la costruzione di un soggetto realmente innovativo e rivoluzionario rimarrà sempre e soltanto un sogno. Allo stato mi sembra evidente lo scarto enorme che separa gli strumenti di cui disponiamo e la grande ambizione che ci accomuna e se non ci preoccupiamo di questo i nostri sforzi sono vani quando non addirittura patetici. Certo la costruzione di un luogo di aggregazione che garantisca inclusione e partecipazione attiva è un processo lungo, elaborato e complesso ma è solo con questa consapevolezza che possiamo fare il primo è più importante passo verso questo storico traguardo.

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In ogni pagina principale del

In ogni pagina principale del gruppo in alto a destra c'è un riquadro "AZIONI".
Due di queste sono: Votazioni a graduatoria e Votazioni standard

puoi creare quindi una votazione su opzioni da ordinare
oppure su classiche scelte binarie tra si no, su una o più opzioni

Inltre è possibilei creare votazioni destinate a una parte degli utenti, creando delle liste elettorali (intese come di elettori) che hanno facoltà di voto su quella votazione
prova a testarle.
Poi sarebbe possibile organizzare le votazioni raccogliendole e mostrandole a seconda degli scopi o altri criteri.

Democraziadiretta.net è un sito nato per dare a chi vuole la possibilità di comunicare, sia ai singoli che ai gruppi, intorno ai temi della democrazia diretta. Se sei interessato a una associazione demcoratica diretta formalizzata puoi vedere lo statuto e il regolamento dei "Democratici Diretti". Anche se a me lo statuto attuale mi pare ridondante e voglio porporre di cambiarlo. Specie per togliere le connotazioni ideologiche, o anche ai sacrosanti riferimenti all'ambiente, la non violenza, la pace...
Queste sono cose che andrebbero messe nella "volontà generale". Cioè come frutto di decisioni democratico dirette attuali .
Lo statuto dei DD può essere cambiato a maggioranza semplice dei votanti, solo che la procedura ha tempi un pò più lenti del normale.E d'altronde è raro che ci possa essere urgenza di cambiare le regole. :-)

organizziamo la stesura partecipata di uno statuto, una sorta di vera e propria costituzione interna. Escogitiamo forme e metodi di elezione per l’assemblea costituente, di stesura del testo in articoli, della loro creazione, discussione, modifica, approvazione, ecc. Sarebbe un primo, fondamentale banco di prova per tutti noi e per questa piattaforma, in modo tale da individuarne anche, con più certezza, limiti e potenzialità. Sarebbe una esperienza esaltante per tutti, avremmo modo di conoscerci meglio l’un l’altro, di migliorare e conoscere meglio perfino noi stessi e, soprattutto, compiremmo quel primo, indispensabile, passo senza fare il quale quelli successivi sono soltanto un’illusione.

Sono d'accordo con te, solo che non parto da zero. Magari può anch essere utile riparire da zero, ma almeno non vorrei rifare lo stesso percorso. Guarda anche questo statuto e regolamento della prima Associazione Democrazia Diretta.

Quello statuto per certi versi era migliore di quello degli attuali DD. Ma non voglio affatto smorzare il tuo desiderio di costruire e dare il tuo contributo, anzi siccome siamo in una fase particolare dei DD il momento è assolutamente giusto. Bisogna proprio darsi un assetto diverso e questo significa anche strumenti più efficienti (sia tecnici che normativi).L'associazione attuale non è una organizzazione ma somiglia di più a un gruppo di opinione e di coordinamento tra agit-prop. Anche così, e forse anche per questo, abbiamo fatto grandi cose, ma è ora di cambiare. I tempi sono maturi.

Per cui... andiamo avanti.
Continuiamo senz'altro questa discussione.

 

  Premetto subito che

 

Premetto subito che condivido la revocabilità dei mandati e la logica da cui deriva. Per quanto riguarda le votazioni a graduatoria, non sono invece riuscito a capire di che cosa si tratta. Forse ti riferisci alla “energia” degli articoli visibili nella home ? Non so, la stessa disposizione grafica probabilmente non mi aiuta.

Ma il punto non è questo. Tu mi chiedi: “di cosa avresti bisogno o cosa ti aspetteresti che ci fosse?” E io ti rispondo: Che cosa è oggi questa piattaforma? E’ un associazione di singoli? Una federazione di associazioni? Entrambe le cose? Democrazia diretta ha uno statuto proprio? Adotta gli statuti delle associazioni che ne fanno parte? O di una in particolare? Come si assume una decisione? Come scaturisce una linea politica? Chi ha la responsabilità di fare cosa? E via discorrendo …………….…………

Vedi, io sono convinto che la discriminante fondamentale è lo strumento: per la nostra battaglia lo strumento che adottiamo può rappresentare un macigno capace di schiacciare le nostre stesse ambizioni oppure ridurre in frantumi quel sistema putrido ma granitico che ci impedisce di perseguirle. Non ho motivo di dubitare che questa “…piattaforma ha notevoli potenzialità. Ed esiste un patrimonio di riflessioni e anche di esperienze  su questo ordine di problemi che in vario modo può aiutare”, tuttavia mi chiedo quanto possa essere sensato e proficuo un confronto privo di quelle basi, solide, che ti consentano di raccoglierne anche i frutti.

Per esempio, giusto per seguire un ordine logicamente e giuridicamente scontato: organizziamo la stesura partecipata di uno statuto, una sorta di vera e propria costituzione interna. Escogitiamo forme e metodi di elezione per l’assemblea costituente, di stesura del testo in articoli, della loro creazione, discussione, modifica, approvazione, ecc. Sarebbe un primo, fondamentale banco di prova per tutti noi e per questa piattaforma, in modo tale da individuarne anche, con più certezza, limiti e potenzialità. Sarebbe una esperienza esaltante per tutti, avremmo modo di conoscerci meglio l’un l’altro, di migliorare e conoscere meglio perfino noi stessi e, soprattutto, compiremmo quel primo, indispensabile, passo senza fare il quale quelli successivi sono soltanto un’illusione.        

  Non volevo apparire

 

Non volevo apparire saccente ne biasimare quello che è stato fatto. Se così è sembrato chiedo venia.

Ho una tre giorni davvero tosta e conto di replicarti al più presto. Ma non siamo affatto distanti.

A presto

  Non volevo apparire

 

Non volevo apparire saccente ne biasimare quello che è stato fatto. Se così è sembrato chiedo venia.

Ho una tre giorni davvero tosta e conto di replicarti al più presto. Ma non siamo affatto distanti.

A presto

su "altri modi di conoscersi"

su "altri modi di conoscersi" ti ho scritto in privato

In concreto voglio dire che qui tutti parlano di tutto ma non esistono criteri e strumenti attraverso i quali si possa stabilire in modo democratico ciò che è più importante e più condiviso ne,

Hai provato a vedere le votazioni a graduatoria? Volendo possono essere usate forse per quello che dici tu.

Di cosa avresti bisogno o cosa ti aspettersti che ci fosse?

tanto meno, chi sarebbe deputato a rappresentare l’effetto di un siffatto meccanismo. Checché se ne pensi e se ne dica (e la retorica su questo punto è davvero abbondante) la democrazia non si costruisce con architetture orizzontali. L’orizzontalità (dei diritti, delle opportunità, ecc.) è il risultato a cui essa deve tendere ma il suo dispiegarsi non può che prevedere uno schema gerarchico, perfino competitivo e antagonistico direi.

Forse ti sorprenderà, (o no), ma sono d'accordo.

Aggiungo una precisiazione sulla "architettura": si può far el'errore di confondere la struttura ad albero, con la struttura piramidale.  Un grafo orientato (di rapporti di deleghe e poteri) è una struttura gerarchica,  la quale però non necessarimente deve essere "piramidale" nel senso massonico, ma per esempio nel senso di scale di competenze e soprattutto responsabilità. Tuttavia assolutamente esiste una gerarchia anche di potere, MA per essere democratica, la gerarchia di potere deve mettere il cittadino "sopra". Mentre le persone delegate a esercitare le funzioni di potere che gli vengono delegate dal cittadino, "sotto". Cioè anche se vengono delegate responsabilità e funzioni di potere queste non possono essere al di sopra del potere di degargliele o no. Ergo: revocabilità dei mandati.

Proviamo a costruire qualcosa che risponda ai requisiti necessari.

Se implementata di dispositivi e meccanismi in grado di garantire la produzione di democratiche deliberazioni, questa piattaforma (o una completamente nuova appositamente predisposta) potrebbe costituire uno strumento formidabile di aggregazione per mezzo del quale avviare quel processo indispensabile che è la scrittura delle regole. Le regole sono i mattoni della democrazia e senza di esse la costruzione di un soggetto realmente innovativo e rivoluzionario rimarrà sempre e soltanto un sogno.

Qualcuno ha scritto che le regole non sono tutto. Ovvio. Però, senza regole non esiste democrazia. Per questo la legalità è importante. Senza legalità non esiste democrazia.

Allo stato mi sembra evidente lo scarto enorme che separa gli strumenti di cui disponiamo e la grande ambizione che ci accomuna e se non ci preoccupiamo di questo i nostri sforzi sono vani quando non addirittura patetici. Certo la costruzione di un luogo di aggregazione che garantisca inclusione e partecipazione attiva è un processo lungo, elaborato e complesso ma è solo con questa consapevolezza che possiamo fare il primo è più importante passo verso questo storico traguardo.

Assolutamente d'accordo con te sulle necessità e sui limiti attuali di questa piattaforma. Però ti invito a considerare che non nasce dal nulla. La piattaforma ha notevoli potenzialità. Ed esiste un patrimonio di riflessioni e anche di esperienze  su questo ordine di problemi che in vario modo può aiutare. Siamo qua per fare questa costruzione. O meglio, per continuare, sviluppare un'altra tappa della costruzione.

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