Il super Partito della democrazia diretta

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Certi momenti provocatoriamente, ma non solo nè tanto, mi viene voglia di averlo sul serio il Partito della democrazia diretta.
"Costruiamo il super-partito della democrazia direttissima, anzi, ad alta velocità!".
Invece quello che bisogna cercare è democrazia nell'organizzazione.
Una parte di questo lavoro è codificabile.
E questo è materia del metodo democratico.

Già così la democrazia è una cosa difficile.
E non aggiungerei a questa ricerca del metodo democratico, tutto il resto che normalmente si sovrappone a questo,
come i diritti connessi alla vera democrazia;
se non quelli già impliciti nel concetto stesso di metodo democratico.
Per quanto alcuni importanti diritti impliciti nella democrazia
(come la libertà individuale)
pure possono trovare limite nella democrazia.

Per il resto uno può sempre affidarsi a Wittgenstein: <Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere>.

E invece io penso che se ne può parlare, solo che non è argomento della logica. E il metodo (democratico) può solo adattarsi a questa "materia" di cui "non si può parlare". Non può certo contenerla.

Quindi vorrei sapere come esercito oggi, e domani, la mia sovranità. Il resto è del tutto subordinato a questo. Mi riferisco anche a tutte le forse necessarie proposte politiche e organizzaztive partitiche (senza alcun disprezzo in via di principio) e non partitiche (se ne esistono e immagino che ne esistano ma per ora non ne vedo granchè, per non dire alcuna).

Però, se non posso vedere come fare questo, cioè come esercito la mia sovranità, allora non trovo interessante alcun tentativo.

Persino i DD in questo momento sono carenti. Perchè l'accessibilità degli strumenti per esercitare la sovranità è importante. Non è tutto, ma è necessaria. Per questo un pò di bieca "organizzazione", un pò di bieco e sporco "denaro", oltre che una efficiente e gradevole forma di offerta e uso di risorse umane, tutto gestito nella massima trasparenza e pariteticità, credo potrebbero permettere di raggiungere risultati concreti con maggiore probabilità e rapidità di quanto sia possibile intravedere oggi.

Temo che se non saremo capac di dare risposte valide al problema della o delle forme organizzative, le probabilità, che tutto cambi perchè nulla cambi, diventeranno troppo alte.

 

 

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Almeno un demone ce l'hai

Che i soldi esistano è fuori discussione: il tema è se debbano entrare in gioco in un sistema di gestione democratica. In generale, dove sono entrati (per necessità o per scelta) hanno trasformato il movimento in un mercanteggiare. La sottile linea rossa tra fare una cosa perché ci si crede o farlo perché ci si guadagna è fin troppo facile da attraversare, anche perché è assai esile e difficile da cogliere, soprattutto per chi si trova troppo in alto per poterla (volerla) vedere...

Tornando alla mia espressione, garanzia di accesso individuale agli strumenti, avrai sicuramente notato che contiene tre elementi molto importanti:

  1. la garanzia;
  2. l'accesso individuale;
  3. gli strumenti.

La garanzia di poter accedere allo strumento è indipendente dalla modalità di finanziamento: esisono vari esempi dove non vi è limite alcuni di accesso pur non possedendo alcun titolo di proprietà dello strumento che si utilizza. Ovviamente questo principio può essere (e dovrebbe essere) rafforzato da leggi specifiche o dal semplice rispetto della Costituzione, ma ancora: non stiamo parlando di soldi e neanche di organizzazione, ma di semplice possibilità per tutti di poter accedere.

L'accesso individuale è da contrapporre all'accesso collettivo, tipico delle strutture che implementano una "democrazia" (ma si dovrebbe chiamare maggioranzia) basata sul voto, nella quale il vero decisore è un sottoinsieme numericamente rilevante e non più il singolo individuo. Anche qui non si parla di denaro, e dove esiste una organizzazione codificata di norma esiste un accesso collettivo e non individuale (esempio: i partiti politici e le liste partecipate).

Gli strumenti esisono già in effetti, e alcuni di essi (come e-Partecipo) sono intrinsecamente (strutturalmente) dotati di "regole" nel senso che ciò che il sistema permette o non permette di fare è una regola. Il vantaggio di sistemi che sono strutturalmente codificati è che la decisione di applicare una norma non dipende da chi è il "capo" di turno, né dipende da quanti soldi hai in tasca o sul conto in banca, e non dipende neanche se possiedi o no lo strumento. Dipende esclusivamente da meccanismi impersonali e sono, di conseguenza, privi di un'organizzazione.

Ne consegue, come dal mio precedente commento, che l'organizzazione è un qualcosa che esiste non appena son rispettati questi tre punti, e sparisce non appena se ne tradisce uno qualsiasi; il resto è sovrastruttura, e il fatto che tu esprima un giudizio negativo sul libero mercato dimostra che almeno un demone ce l'hai! ;-)

ciao
Marco

ps. parli come amministratore o a titolo personale?

 

Soldi?Non ho demoni nè santi.

Soldi?
Non ho demoni nè santi. I soldi sono un dato di realtà. Ma i soldi sono solo uno dei dati di realtà, la cui necessità di gestione centralizzata è tutta da discutere. C'è molta più pericolosità e temo anche necessità altrove.
Quando dici "garanzia di accesso individuale agli strumenti, e nient'altro." per me è semplicemente perfetto.
Ma per avere questo io credo sia necessaria organizzazione.
E cioè regole.
E gli strumenti devono pure esistere.
Si può anche scegliere di lasciare la distribuzione dei costi tutta al libero mercato, ma non mi pare un bella idea.

... money, money, money...

Quindi ritieni che uno strumento è tanto più idoneo quanti più sono i soldi che ci si mettono dietro?

Quasi quasi mi vien voglia di

Quasi quasi mi vien voglia di pensare di aver dato una scossa (vedere miei articoli pubblicati in merito). La consapevolezza del fatto che senza uno "strumento" idoneo non si arriva da nessuna parte ritenevo fosse cosa scontata. Mi sbagliavo, me ne sono accorto. Ma le parole del sig. Strano mi ridanno un pò di speranza ( ... se le interpreto bene ).

Per quanto riguarda la necessità di reperire fondi e risorse mi preme ricordare (a chi obietta, ovviamente) che senza tenere i piedi per terra è impossibile fare anche un solo passo avanti.

Saluti. Francesco

garanzia di accesso individuale agli strumenti

ciao Pino e buongiorno.

La sovranità deve (dovrebbe) essere esercitabile come mera esecuzione di decisioni condivise, approvate dalla totalità della collettività. Tu, io e chiunque di noi dovremmo poter accedere direttamente a tale sovranità, ma solo in maniera collettiva. Questo è il grande limite dei partiti di oggi, e del sistema politico più in generale: alla fine la responsabilità delle decisioni è in capo a una persona o a un gruppo più o meno ristretto, più o meno "rappresentativo", anche se delegato temporaneamente.

Ne consegue un problema strutturale, ovvero la necessità di introdurre una "organizzazione" per garantire la democrazia diretta, quando invece l'organizzazione dovrebbe essere un effetto collaterale, un "comportamento emergente" derivato dall'introduzione di strumenti semplici che garantiscano l'approccio condiviso alle decisioni. Una garanzia strutturale però, e non di principio. Non basta dire "garantiamo la democrazia diretta", è necessario dare uno strumento perché ciò si realizzi.

Quindi il diritto democratico diretto diventa, su queste basi, la semplice garanzia di accesso individuale agli strumenti, e nient'altro.

Nel momento in cui qualcuno chiede di gestire dello "sporco denaro" per poter organizzare una democrazia diretta, per quanto mosso dalla convinzione che si raggiungano risultati più concreti e in tempi più rapidi, sta tradendo i meccanismi virtuosi ed emergenti della democrazia diretta stessa. La probabilità che interessi diversi possano inquinare i bellissimi principi iniziali diventa grande, come ha dimostrato la trasformazione di gruppi politici, anche recenti.

my 2 (euro)cents!
Marco