Dici niente... L'obiettivo principale della RETE DEI CITTADINI è "Unire nelle diversità", come dice la linea politica decisa a maggio-giugno dello scorso anno.
Il compito è molto difficile e il nostro lavoro è studiare il modo migliore per farlo.
Abbiamo sposato la Democrazia Diretta perchè è il modo migliore (probabilmente l'unico) per arrivare a questo obiettivo.
Se uno vuole unire non può ovviamente accettare forme di divisione come la violenza, il razzismo, il non rispetto della persona, ma anche le forme partitiche, che stanno lì apposta per dividere. Il nostro obiettivo è ridurre le motivazioni di divisione dei cittadini (aggiungo, ce ne sono anche di economiche), da questo viene il nostro manifesto.
Mi rendevo conto che eravamo off topic ma non sapevo come spostare la discussione che mi sembra trall'altro arrivata al nucleo:
Mi pare si voglia contrastare la deriva della politica partitica come la conosciamo utilizzando la democrazia diretta (quindi il controllo diretto degli eletti) senza però parlare esplicitamente di soggetto politico, ottenuto tramite LPN che dovrebbe creare quegli eletti che portino il cambiamento desiderato, perchè RdC deve rimanere un "coagulatore di gruppi nelle diversità" con il buon scopo di pacificare tutti.
Scuate ma mi sembra qui non si voglia o si abbia paura di dire che l'unione dei diversi gruppi, questo sforzo innaturale (sarebbe più pacifico e semplice rimanre ognuno a casa propria!) lo si desideri nella ricerca di un maggior peso politico per ridirezionare, risignificare la politica italiana. Questo però ho paura che avvega solo se come consequenza diretta (che diventa obbiettivo comune) c'è la creazione del fantomatico soggetto politico che può portare al cambiamento cercato!
Altrimenti che motivo avrebbe la gente per sbattersi nel tentare di stare assieme?
Scusate se tocco delle corde delicate come quelle delle motivazioni; ho bisogno di capire e forse mi è sfuggito qualche cosa.
Mi ero dimenticato. Come riuniamo le due discussioni? Questa come strumento di discussione sarebbe più adatto perchè è, appunto, una "discussione" e quello è un articolo da blog. Decidi tu.
P.S. E' inutile ripetere le stesse cose, se qualcuno non è d'accordo con te, non vuol dire che "non ha capito". E' un atteggiamento che ritengo arrogante e di cui sono davvero stufo. Poi fa come ti pare (come sempre)
Fai benissimo a "toccare queste corde"! C'è solo un errore in quello che dici. La RETE DEI CITTADINI è già un soggetto politico e di dimensione nazionale (anche se non certo enorme). E crediamo che sia il soggetto politico migliore (sennò lo avremmo fatto diversamente).
Il problema è che molti che dovrebbero aggregarsi non sono d'accordo... E ancora di più molti credono che si possa fare una vera aggregazione solo se tutti fanno un passo indietro e visto che la RETE DEI CITTADINI già esiste, dovremmo fare un passo indietro anche noi. Il discorso ha qualche fondamento pratico, nei fatti la RETE DEI CITTADINI è già considerata un soggetto a sè e proporci come L'AGGREGATORE è visto da molti come un nostro voler mettere il cappello sugli altri gruppi. La "falla" è che non si riuscirà mai ad aggregare tutti in una botta, quindi con questo ragionamento saremmo "condannati" a continue fondazioni di nuovi soggetti politici, con conseguente perdita di energie (preziosissime) e inflazione dell'idea di aggregazione. Io credo che non bisognerebbe discutere tanto di nomi e simboli, ma di COME deve essere fatto lo strumento aggregatore, cioè uno strumento duttile, democratico diretto e funzionale. La RETE DEI CITTADINI lo è, non è ovviamente perfetta, ma è fatta per essere modificata in modo democratico, cioè PUO' essere lo strumento di tutti. Ma mi rendo conto per esperienza che finchè non sei quantitativamente forte non importa cosa sei.
Come si esce dal vicolo cieco? Facendo decidere al tempo questa questione spinosa del nome e del simbolo. E la strada che proponiamo per la Lista Partecipata credo sia il modo migliore. Se ci sarà bisogno di un nuovo soggetto, si farà un nuovo soggetto. Se la maggioranza vedrà nella RETE DEI CITTADINI il metasoggetto giusto, la Lista Nazionale avrà naturalmente il nostro nome e simbolo. Se magari si deciderà che non c'è bisogno di un "soggetto" unitario come lo intendiamo noi, allora la Lista Partecipata rimarrà "solo" lo strumento perchè gli eletti siano davvero espressione dei cittadini.
te lo ripetero all'infinito, in un certo senso ti capisco, ma il tuo discorso "non prende in considerazione la storia di RDC " ... se metti in discussione il nome e il simbolo da subito è come dire di non contare nulla.... NON e cosi! come hai detto tu RDC è QUELLA CHE LE IDEE PIù CHIARE E PER COERENZA DEVE RISPETTARE QUELLO CHE E'.
se vuoi fare un soggetto politico di lp sei libero di farlo, ma a questo punto RDC è INUTILE.
Ho appena assemblato una descrizione della RETE DEI CITTADINI per un volume sulla Democrazia Diretta a cui abbiamo partecipato.
La copio qui, perchè può essere utile
RETE DEI CITTADINI (RdC) è una federazione di associazioni, comitati, liste civiche e gruppi di singoli cittadini, accomunati dai principi espressi nel proprio Manifesto (trasversalità, democrazia, legalità, rispetto della persona e dell'ambiente, ecc.) e dalla volontà di appropriarsi della sovranità popolare per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini.
RETE DEI CITTADINI non ha un leader di riferimento: ogni persona e gruppo aderente mantiene la propria identità e la esprime nella completa parità e libertà. RETE DEI CITTADINI è un’associazione che applica la democrazia diretta sia nella sua organizzazione interna (una testa un voto, cariche revocabili e a turnazione, programmi partecipati, riunioni aperte anche online, sito aperto ai contributi di tutti, anche dei non iscritti, ecc), sia nelle liste elettorali che promuove, basate sul modello della Lista Partecipata (programma partecipato, primarie aperte per la scelta dei candidati, vincolo di mandato, firma delle dimissioni in bianco, ecc.).
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Risposta a: http://www.democraziadiretta.net/comment/reply/38/22
Dici niente... L'obiettivo principale della RETE DEI CITTADINI è "Unire nelle diversità", come dice la linea politica decisa a maggio-giugno dello scorso anno.
Il compito è molto difficile e il nostro lavoro è studiare il modo migliore per farlo.
Abbiamo sposato la Democrazia Diretta perchè è il modo migliore (probabilmente l'unico) per arrivare a questo obiettivo.
Se uno vuole unire non può ovviamente accettare forme di divisione come la violenza, il razzismo, il non rispetto della persona, ma anche le forme partitiche, che stanno lì apposta per dividere. Il nostro obiettivo è ridurre le motivazioni di divisione dei cittadini (aggiungo, ce ne sono anche di economiche), da questo viene il nostro manifesto.
P.S. I tuoi stimoli Alessandro sono utilissimi
grazie Sergio
Mi rendevo conto che eravamo off topic ma non sapevo come spostare la discussione che mi sembra trall'altro arrivata al nucleo:
Mi pare si voglia contrastare la deriva della politica partitica come la conosciamo utilizzando la democrazia diretta (quindi il controllo diretto degli eletti) senza però parlare esplicitamente di soggetto politico, ottenuto tramite LPN che dovrebbe creare quegli eletti che portino il cambiamento desiderato, perchè RdC deve rimanere un "coagulatore di gruppi nelle diversità" con il buon scopo di pacificare tutti.
Scuate ma mi sembra qui non si voglia o si abbia paura di dire che l'unione dei diversi gruppi, questo sforzo innaturale (sarebbe più pacifico e semplice rimanre ognuno a casa propria!) lo si desideri nella ricerca di un maggior peso politico per ridirezionare, risignificare la politica italiana. Questo però ho paura che avvega solo se come consequenza diretta (che diventa obbiettivo comune) c'è la creazione del fantomatico soggetto politico che può portare al cambiamento cercato!
Altrimenti che motivo avrebbe la gente per sbattersi nel tentare di stare assieme?
Scusate se tocco delle corde delicate come quelle delle motivazioni; ho bisogno di capire e forse mi è sfuggito qualche cosa.
State bene, ci sentiamo domani.
non vorrei sembrare scortese,
non vorrei sembrare scortese, ma una cosa dovrebbe essere ben chiara: RDC ha una sua storia e non va dimenticata.
per questo non si può ripartire da zero... altrimenti RDC è VERAMENTE UN DOPPIONE DEI DEMOCRATICI DIRETTI ^_^
ps una settimana fà avevo aperto la stessa discussione :
http://www.democraziadiretta.net/blog/cosa-e-rdc#comment-239
cosa ne pensi ?
Mi ero dimenticato. Come
Mi ero dimenticato. Come riuniamo le due discussioni? Questa come strumento di discussione sarebbe più adatto perchè è, appunto, una "discussione" e quello è un articolo da blog. Decidi tu.
P.S. E' inutile ripetere le stesse cose, se qualcuno non è d'accordo con te, non vuol dire che "non ha capito". E' un atteggiamento che ritengo arrogante e di cui sono davvero stufo. Poi fa come ti pare (come sempre)
Fai benissimo a "toccare
Fai benissimo a "toccare queste corde"! C'è solo un errore in quello che dici. La RETE DEI CITTADINI è già un soggetto politico e di dimensione nazionale (anche se non certo enorme). E crediamo che sia il soggetto politico migliore (sennò lo avremmo fatto diversamente).
Il problema è che molti che dovrebbero aggregarsi non sono d'accordo... E ancora di più molti credono che si possa fare una vera aggregazione solo se tutti fanno un passo indietro e visto che la RETE DEI CITTADINI già esiste, dovremmo fare un passo indietro anche noi. Il discorso ha qualche fondamento pratico, nei fatti la RETE DEI CITTADINI è già considerata un soggetto a sè e proporci come L'AGGREGATORE è visto da molti come un nostro voler mettere il cappello sugli altri gruppi. La "falla" è che non si riuscirà mai ad aggregare tutti in una botta, quindi con questo ragionamento saremmo "condannati" a continue fondazioni di nuovi soggetti politici, con conseguente perdita di energie (preziosissime) e inflazione dell'idea di aggregazione. Io credo che non bisognerebbe discutere tanto di nomi e simboli, ma di COME deve essere fatto lo strumento aggregatore, cioè uno strumento duttile, democratico diretto e funzionale. La RETE DEI CITTADINI lo è, non è ovviamente perfetta, ma è fatta per essere modificata in modo democratico, cioè PUO' essere lo strumento di tutti. Ma mi rendo conto per esperienza che finchè non sei quantitativamente forte non importa cosa sei.
Come si esce dal vicolo cieco? Facendo decidere al tempo questa questione spinosa del nome e del simbolo. E la strada che proponiamo per la Lista Partecipata credo sia il modo migliore. Se ci sarà bisogno di un nuovo soggetto, si farà un nuovo soggetto. Se la maggioranza vedrà nella RETE DEI CITTADINI il metasoggetto giusto, la Lista Nazionale avrà naturalmente il nostro nome e simbolo. Se magari si deciderà che non c'è bisogno di un "soggetto" unitario come lo intendiamo noi, allora la Lista Partecipata rimarrà "solo" lo strumento perchè gli eletti siano davvero espressione dei cittadini.
te lo ripetero all'infinito,
te lo ripetero all'infinito, in un certo senso ti capisco, ma il tuo discorso "non prende in considerazione la storia di RDC " ... se metti in discussione il nome e il simbolo da subito è come dire di non contare nulla.... NON e cosi! come hai detto tu RDC è QUELLA CHE LE IDEE PIù CHIARE E PER COERENZA DEVE RISPETTARE QUELLO CHE E'.
se vuoi fare un soggetto politico di lp sei libero di farlo, ma a questo punto RDC è INUTILE.
Descrizione in 1000 caratteri (in particolare sulla DD)
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Ho appena assemblato una descrizione della RETE DEI CITTADINI per un volume sulla Democrazia Diretta a cui abbiamo partecipato.
La copio qui, perchè può essere utile
RETE DEI CITTADINI (RdC) è una federazione di associazioni, comitati, liste civiche e gruppi di singoli cittadini, accomunati dai principi espressi nel proprio Manifesto (trasversalità, democrazia, legalità, rispetto della persona e dell'ambiente, ecc.) e dalla volontà di appropriarsi della sovranità popolare per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini.
RETE DEI CITTADINI non ha un leader di riferimento: ogni persona e gruppo aderente mantiene la propria identità e la esprime nella completa parità e libertà.
RETE DEI CITTADINI è un’associazione che applica la democrazia diretta sia nella sua organizzazione interna (una testa un voto, cariche revocabili e a turnazione, programmi partecipati, riunioni aperte anche online, sito aperto ai contributi di tutti, anche dei non iscritti, ecc), sia nelle liste elettorali che promuove, basate sul modello della Lista Partecipata (programma partecipato, primarie aperte per la scelta dei candidati, vincolo di mandato, firma delle dimissioni in bianco, ecc.).