DISUNITA' POLITICA EUROPEA

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La disunione dimostrata in questi ultimi tempi dall'Unione Europea nella gestione della politica estera e della politica economica richiede un urgente rilancio della politica comunitaria per consentire agli Stati aderenti di parlare un unico linguaggio e di presentarsi al mondo con una unica identità.Soprattutto le scelte discordanti degli ultimi tempi hanno prodotto un calo di credibilità a livello internazionale aprendo larghi spazi all'ascesa dei Paesi emergenti come la Cina,l'India e il Brasile,che hanno messo in crisi la leadership dell'Occidente facendogli perdere i notevoli primati conquistati fino ad oggi.

L'Europa,nel difficile contesto della mondializzazione della politica e dell'economia,ha progressivamente perso voce in capitolo.Purtroppo i singoli Stati si sono dispersi nella cura dei rapporti bilaterali e non hanno compreso che avrebbero potuto contare di più se si fossero presentati coesi nel complesso panorama mondiale.

Il problema di fondo sta oggi nel trovare la giusta via per rilanciare politicamente l'Unione.La priorità va data al varo di una Carta Costituzionale che diventi l'anima dell'intero impianto istituzionale dell'Europa e che ne determini identità e finalità.Purtroppo il cammino costituzionale,più volte avviato,si è fermato nelle sabbie mobili di eccezioni che hanno nascosto egoismi di parte legati ad interessi prevalentemente economici.

Finchè non vi sarà un rilancio politico che dia un'anima alla vecchia Europa mercantile,l'Unione continuerà ad essere solo una espressione geografica destinata ad essere fagocitata dai colossi emergenti della politica mondiale.

Ad esempio l'Europa doveva intervenire subito per salvare la Grecia e per evitare il contagio dei fallimenti nel resto dell'Unione.Speriamo che la manovra per salvare Atene,sia pure in ritardo,riesca.