LAVORO ALLARME AL SUD

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Nel 2010 un meridionale su 4 è rimasto senza lavoro,se si considerano i cassaintegrati e gli scoraggiati.2 giovani su 3 sono inoccupati,anche se con alto livello di istruzione,e meno di una donna su 4 è attiva.E senza lavoro è difficile che aumentino i consumi delle famiglie,che arrancano nel Mezzogiorno,dove diminuisce anche la spesa alimentare.Mentre le imprese scontano la contrazione degli investimenti,soprattutto nelle costruzioni,dovuta ai tagli FAS e alle manovre correttive che penalizzano il Sud.

La questione generazionale diventa emergenza e allarme sociale nel Sud,dove c'è uno spreco di talenti inaccettabile:1/3 dei diplomati,e oltre il 30% dei laureati non studiano,non lavorano e non fanno formazione.Sono circa 167 mila i laureati meridionali fuori dal sistema formativo e dal mercato del lavoro.

La crisi ha aumentato il divario fra Nord e Sud,che le deboli politiche per la crescita del Mezzogiorno non hanno potuto colmare.La manovra economica al Sud indebolisce le famiglie e la loro capacità di consumo.C'è bisogno di scelte compensative per il Mezzogiorno,quali fiscalità di vantaggio,misure di sostegno ai redditi e ripresa di una politica industriale attiva.