Appello per l'abolizione del quorum ai referendum

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di Otello Martini, di RETE DEI CITTADINI

 

Spettabile Corte Costituzionale

   E per conoscenza ai componenti della Camera

   E per conoscenza ai componenti del Senato

   E per conoscenza alla Corte dei Conti

   A nome e per conto di numerosissimi Cittadini che qui si firmano, e in considerazione di quanto si afferma con l’art. 50 della Costituzione, desideriamo chiedere alle signorie vostre, di prendere in attento esame queste nostre analisi, e per quanto di vostra istituzionale competenza, correggere, in maniera che non vi siano più possibili e strategici fraintendimenti, per quanto riguarda i diritti di voto referendario; e per fare in modo che non si verifichino più le mille furbizie e mistificazioni, atte a tentar di far fallire una consultazione ai quesiti referendari, per questioni di quorum.

Per entrare più nello specifico, dobbiamo elencare e far notare quante possano essere le “furbizie” inventate e realizzate dai più vari schieramenti, soggetti che pur parteggiando per un eventuale NO, preferiscono pubblicizzare il non voto, perché esso possa assommarsi a quello di molti soggetti apatici ed indifferenti a qualsiasi problema sociale.

Soggetti che avendo ruoli pubblici e potendo influire sulle opinioni di molta gente, tentano di subornarla scegliendo deliberatamente questa strategia dell’astensione, soggetti che chiedono di non votare perché non desiderano essere considerati fra i votanti, ma che in realtà stanno votando e stanno chiedendo e suggerendo subdolamente (con tutte le loro forze) anche ad altri soggetti di NON ANDARE A VOTARE, come se questa strategia fosse più importante e possa corrispondere ancor meglio e più concretamente, che andando a votare per il “NO”!

Soggetti che fra le altre cose, possono avvantaggiarsi dei seguenti fattori:

a) Molti Cittadini italiani sono apatici, delusi e comunque contrari da sempre ad ogni tipo di consultazione, rappresentano una discreta percentuale di astensioni di base!

b) Si programma sempre il diritto di voto referendario, “volutamente e astutamente” in periodi di clima caldo e più adatto per i weekend al mare … non li si realizzano mai nei periodi autunnali o invernali, perché in tal caso l’affluenza alle urne sarebbe di certo elevatissima!  

c) Negli anni “60 –“ 80 esisteva il diritto di informazione giornalistica e televisiva in tutti i palinsesti, per spiegare quali erano i motivi per votare *SI* (ovvero per abrogare una legge) e quali erano i motivi per votare *NO* (ovvero per mantenere tale legge) … oggi, salvo rarissimi spot e in orari pazzeschi, il silenzio in merito è divenuto assordante e perfino a 360°! Che cosa ci dicono i garanti dell’informazione di tutta questa strategica omertà? Oppure, se non ci dicono nulla in merito, perché vengono retribuiti?

d) Gli italiani residenti all’estero sono più di tre milioni, e giustamente vengono calcolati per far alzare il quorum; ma allora perché non hanno e non possono avere (in tempo reale) tutte le documentazioni e tutte le informative necessarie del caso, per poter esprimere liberamente una giusta opinione?

e) Spesso notiamo che fra gli aventi diritti al voto, ve ne sono diversi che sono deceduti da diversi anni. Come sia possibile (ci chiediamo) che in una società fortemente informatizzata, come è quella in cui stiamo vivendo, possano esistere simili dimenticanze o svarioni, di natura anagrafica?
All’epoca di Nikolaj Gogol, era un ottimo espediente, quello di poter contare le “anime morte” e non vogliamo dover credere che tale sistema sia rimasto in auge, anche nel conteggio degli aventi diritto al voto, per poter alzare indebitamente il quorum …

f) Perchè i recenti referendum, sono stati realizzati (deliberatamente) a pochi giorni di distanza dalle elezioni amministrative?! Certo, bisogna pur dire che: se si fossero accorpate amministrative e referendum, questi ultimi, avrebbero, ottenuto con più facilità il quorum… Ma alla Corte dei Conti (che ci legge in copia) dobbiamo comunque chiedere: che cosa ne pensa del fatto che i recenti referendum, non sono stati accorpati con le elezioni amministrative realizzate pochissime settimane prima? Cosa ne pensa la Corte dei Conti, del fatto che, da tale decisione ne è derivato un danno economico che (stando alle prime stime degli esperti) si è aggirato sui 300 milioni di € ???

g) Cosa dire poi della propaganda, per altro ben mirata e messa in piedi da tutti coloro che tentano di pubblicizzare l’inutilità dello strumento referendario, e che ci invitano e ci sollecitano a lasciar perdere, perché tanto anche se vincono i *SI* (asseriscono) non cambia assolutamente nulla … e che per ribadire tale concetto, prendono a giusto pretesto quello che accadde nel 86 – 87 grazie alla cosiddetta legge Vassalli, la quale sviliva di fatto un fortissimo risultato Referendario, che aveva stabilito la “responsabilità civile dei Giudici” …

h) Come non vedere inoltre, di quanti, utilizzando un servizio pubblico, se ne servono per suggerire di astenersi dal voto, perché (affermano) le possibilità di bocciatura di un referendum, si possono ottenere molto più facilmente in questo modo che tentando di andare onestamente a votare *NO*! Ma allora, noi ci chiediamo, che cosa ci stanno a fare gli art. 96 – 97 – 98 della LEGGE REFERENDARIA del 1957 e l'art. 51 della legge 352/1970? Perché non vediamo applicate e fatte rispettare tali norme? Perché, perfino i più importanti personaggi del mondo politico e del mondo Vaticano, si possono permettere (senza vergognarsi e senza essere denunciati …) di propagandare l’astensione in un referendum ad es. sulle cellule staminali? Che diritto hanno costoro, di propagandare in maniera così truffaldina, la renitenza al voto referendario?

i) Infine (dulcis in fundo) parliamo anche latino, una lingua che sembra morta da secoli, ma che ci serve e che viene utilizzata solo in particolari ambienti “ovattati” e solo quando ci fa più comodo, per esprimere più marcati e più puntuti concetti. Vorremmo però far notare, che il termine di Referendum deriva proprio dal latino, e significa “riferire” … ovvero, non significa andare al mare o rimanere a casa, evitando di andare a votare! E il suddetto termine di “riferire”, significa ben altra cosa, ed esprime un ben altro concetto, che quello di astenersi … Con questo intendiamo dire che, per rispondere in merito ai quesiti di un Referendum, colui che ha diritto al voto può farlo, solo con un *SI* oppure con un *NO* ... se si ASTIENE DAL DARE UNA SUA CORRETTA OPINIONE, significa che NON GLI INTERESSA tale argomento, E NON GLIENE FREGA NULLA E QUINDI (silenzio assenso) NON DEVE INTERESSARGLI ASSOLUTAMENTE NULLA del risultato che può maturare da una tale consultazione ... ASTENSIONE (a casa nostra) significa estraniarsi, dissociarsi, disinteressarsi, esimersi, tenersi distante, scansarsi, isolarsi, fregarsene, rinunciare a ... ecc. ecc. MA non significa affatto e in nessun caso, ESPRIMERSI, DECIDERE, PARTECIPARE, VOLER CONTARE, INFLUENZARE, INCIDERE, DETERMINARE, INFLUIRE, CONDIZIONARE ... ecc. ecc.

Questo è il punto! può maturare, da una tale consultazione ...

ASTENSIONE (a casa mia) significa estraniarsi, dissociarsi, disinteressarsi, esimersi, tenersi distante, scansarsi, isolarsi, fregarsene, rinunciare a ..., ecc. ecc. MA non significa affatto e in nessun caso, ESPRIMERSI, DECIDERE, PARTECIPARE, VOLER CONTARE, INFLUIRE, INCIDERE, DETERMINARE, INFLUENZARE, CONDIZIONARE ... ecc. ecc.

Tuttavia, non possiamo non osservare che molti soggetti, incuranti della incoerenza concettuale e lessicale insita nel termine di “astensione” per quello che riguarda questo strumento costituzionale … hanno utilizzato il servizio pubblico per barare e per pubblicizzare una loro faziosa e illegale opinione, nel tentativo di far mancare il quorum (come da sedici anni accade) anche per i recentissimi referendum.

E a questo punto pensiamo che sia davvero ora di dire BASTA!

Basta con tutte queste mistificazioni!

Ora sono davvero troppi, questi giornalisti, opinionisti, politici o gruppi di interesse che costituiscono il cosiddetto Partito dell’Astensione Referendaria, negli anni uniti e trasversali a tutti i partiti, a secondo delle convenienze spicciole; soggetti sempre in malafede su tale argomento e perfettamente coscienti di essere in malafede, per i seguenti motivi:

1. I Padri Costituenti, introducendo a suo tempo la necessità del quorum, volevano garantire un principio. E tale principio, era quello che l’abrogazione (votando SI al tale o tal altro Referendum) oppure il mantenimento (votando NO) di un determinato testo di legge, fosse dimostrabile come giusto convincimento, per una buona percentuale del popolo italiano.
2. E’ storicamente oltre che concettualmente falso, ritenere che le posizioni previste dal legislatore sul Referendum possano essere tre: ovvero, due a favore del mantenimento del testo legislativo abrogabile (andare a votare NO e astenersi dal votare) e una soltanto a favore dell’abrogazione di una determinata legge. Se così fosse, i nostri legislatori avrebbero introdotto un concetto assurdo oltre che capzioso.
Dando così per possibile, che restare a casa e astenendosi si possono conseguire migliori risultati, senza neppur esprimere una opinione!
3. Secondo noi, non è nemmeno plausibile che i Padri Legislatori, possano aver offerto ai successivi governi, la possibilità (come oggi sempre più spesso accade) di poter disgiungere il voto referendario da altre consultazioni e di collocarlo in periodi estivi o semi-estivi. Anzi, noi pensiamo che potendo vedere quello che sarebbe accaduto oggi, avrebbero deciso per il meglio e che le consultazioni referendarie si dovessero necessariamente tenere in periodi più freschi dell’anno (autunno inoltrato e inverno) ove l’affluenza al voto è sicuramente più alta, perché la gente non si sposta più di tanto, in tali periodi, dai luoghi di residenza; e non avrebbero di certo mai ritenuto giusto, chiamare la Cittadinanza alle urne, a primavera inoltrata o in periodi fortemente estivi, ovvero in periodi in cui la maggior parte delle persone subiscono il fascino delle belle giornate per andare a fare le migliori scampagnate e non certo per stare a casa o pensare alle urne!
4. E non avrebbero nemmeno accettato l’ipotesi, che diverse “camarille” o gruppi collegati alla Santa Sede, potessero pubblicizzare l’astensione strategica dalle urne Referendarie, per cercar di evitare di raggiungere il quorum; anzi come abbiamo già detto sopra, proprio per porre un argine a tali disonestissimi comportamenti, negli anni successivi, altri legislatori hanno giustamente previsto alcune norme, utili a punire tali comportamenti illeciti. (vedi: art. 96 – 97 – 98 della LEGGE REFERENDARIA del 1957 e l'art. 51 della legge 352/1970 ...) ma tali norme di legge, devono essere rese operative, per frenare e per evitare che in futuro si possa realizzare che il Partito dell’Astensione possa continuare a realizzare questa “grande truffa”, ai danni della popolazione e a danno di quelle che dovevano essere, le oneste intenzioni del legislatore costituente, più in particolare.

Tutto ciò premesso, chiediamo di eliminare il quorum per le consultazioni referendarie, perché si possa veramente utilizzare il voto, come espressione di una precisa opinione e perché non vengano mai più considerate e valutate come degne di conteggio e di apprezzamento QUELLE MAI ESPRESSE grazie all’astensione dal voto! Se tale nostra richiesta verrà accolta, vedremo come per incanto, qualunque fosse la legge da abrogare, una più corretta idea, di quello che significa ANDARE A VOTARE per esprimere un concetto, e vedremmo le tante segreterie di partito (anche quella ecclesiastica) preoccuparsi, per sostenere più concretamente e più lealmente, tutte le tesi che sono diametralmente opposte rispetto a quelle del “SI”!

Vedremmo anche da queste parti di elettorato (spesso lobbistico) una migliore condotta civica, e li vedremmo sicuramente partecipare con più entusiasmo, alle consultazioni, per votare SI o per votare NO (in base a quelli che possono essere i più svariati interessi di bottega) ma mai e poi mai, li vedremmo affannarsi, per suggerire alla gente di astenersi.

Immediatamente vedremmo come per magia, che la colonnina di mercurio del quorum sarebbe abbondantemente superata, sempre e in ogni consultazione
   proposta, e vedremmo inoltre che la partecipazione dei votanti, sarà più attenta e quindi più seria e responsabile, come deve essere quella di un Paese civile e come un popolo veramente onesto esige! Del resto, come facciamo ad ignorare che negli Stati Uniti, e nella piccola Svizzera (nazioni con democrazie più solide di quella italiana) esistono sia i referendum abrogativi che quelli propositivi, senza l’incongruenza del quorum che allontana gli elettori dalla partecipazione politica e civile, anziché avvicinarli ad essa?

La disaffezione dell’elettorato non è e non può certo essere motivo di vanto, per un Paese serio e moderno, e al contempo non può di certo essere questa la strada, per poter contrastare le tantissime lobby di potere più o meno occulto, le quali attraverso la classe politica riescono a far approvare norme vessatorie e liberticide!

Perciò, chiediamo di rivedere l’art. 75 della Costituzione e di eliminare il QUORUM, questa sarebbe una concreta e STRAORDINARIA RISPOSTA DI VERA DEMOCRAZIA, per il generoso popolo italiano che desidera partecipare in maniera concreta ad ogni possibile miglioramento sociale e al contempo sarebbe anche una concreta e STRAORDINARIA RISPOSTA contro tutti coloro che stanno meglio se il Paese sta peggio, contro tutti coloro che da sempre approfittano delle disonestà del sistema, e barando pur sapendo di barare si dimostrano apertamente ostili all’istituto referendario.

È urgente risolvere questa questione se si vuole che la partita dei Referendum non sia più truccata, se si desidera che da ora in avanti sia giocata onestamente e non più barando e truffando. Lo strumento del Referendum è un importante momento di democrazia diretta e partecipativa e deve essere sottratto a qualsiasi logica di potere.

Commenti

Non ho ancora letto il testo,

Non ho ancora letto il testo, ma una osservazione mi viene spontanea: trooooppo lungo

Da sintetizzare sennò non lo leggerà quasi nessuno